Milano e la mala: un racconto monco superficiale e frammentario

La mostra Milano e la mala a palazzo Morando è un’occasione sprecata: monca di mezzo secolo, con documenti fotografici scarsi e già visti, testi troppo lunghi e poco esaustivi, superficialità e carenze nella contestualizzazione storica.

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Leopolda 2017: perculare Renzi per un radioso futuro d’opposizione

Leopolda 2017: la sinistra dura-pura percula Matteo Renzi (ovvero uno dei presupposti imprescindibili per un governo decente nel 2018) prima ancora che cominci il suo intervento alla Leopolda. A leggere i commenti del popolo di Radio Popolare c’è da essere davvero fieri di tanta incorruttibile integrità. Qui non si fanno sconti a nessuno, che è molto di sinistra: “alla Leopolda non ci sono vip”, “Matteo chi?”, “bamboccio”, “che pagliaccio!”, eccetera.
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Elezioni siciliane e Matteo Renzi: il noioso mantra delle dimissioni

Elezioni siciliane e Matteo Renzi: perché mai il risultato debba “aprire il tema della leadership” nel PD – unico partito italiano in cui si fanno i congressi per votare un segretario – non è chiaro. Semmai questo episodio (locale) dovrebbe confermare il giudizio su chi è venuto meno allo spirito democratico, rinunciando a sostenere la segreteria eletta, facendo opposizione dall’interno fino al prossimo congresso e mostrandosi compatti fuori, com’è sempre stato, come insegnavano Gramsci e Berlinguer.

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Come usare la pancetta D’Osvaldo che non si lascia più affettare

Ogni volta che posso compro la pancetta (e altri salumi, tra cui quando lo trovo il magnifico crudo affumicato) a Cormons da D’Osvaldo Prosciutto di Cormòns. La loro pancetta è una delizia artigianale, lievemente affumicata, che si affetta a macchina sottile e si mangia su pane buono per rendere ancora piùdelizioso il Friulano di Zorzettig Vini.

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Bolzaneto 2001: Strasburgo condanna l’Italia ma nessuno paga

E allora a Bolzaneto nel 2001 fu tortura vera, un reato terribile, reso ancora più odioso dall’insensatezza di quei giorni. Ma purtroppo a pagare sono state quattro scartine blu, pochi fantaccini violenti, ma non i responsabili veri, cioè i ranghi delle forze dell’ordine (molti dei quali promossi o felici pensionati) e soprattutto i due delinquenti veri in forza alla politica, due ceffi con tendenze fascistoidi (più o meno palesi), in doppiopetto, all’epoca inopinatamente occupanti di posizioni istituzionali di rilievo: Massimo Fini e Claudio Scajola.

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Pasta alla bottarga: la mia sintesi di tradizione italiana e turca

La pasta alla bottarga è una meraviglia di semplicità: un minimo di ingredienti e la felicità è assicurata. Dopo averla fatta per tanto tempo con l’olio sono passato al modello turco, con il burro e la buccia di limone, consapevole del disprezzo che questa preparazione alternativa può suscitare nei duri e puri. Molti urleranno allo scandalo e leveranno scudi a difesa dell’olio d’oliva, ma secondo me in questo modo la goduria della pasta alla bottarga viene amplificata (e comunque, scusa, non ti fai i crostini pane, burro e acciughe con una scorzetta di limone? Ecco, appunto).

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Democrazia e popolo sovrano: Scalfari rimette in carreggiata Repubblica

“La democrazia non ha mai affidato i poteri al popolo sovrano e quindi la sovranità è affidata a pochi che operano e decidono nell’interesse dei molti. È sempre stato così nella storia che conosciamo, a partire da quella di Roma antica quando ancora era una grande Repubblica”.

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Milano: fare 356 milioni in nero ogni giorno e vivere felici

La giornata comincia al bar d’angolo. Caffè e frolla fanno € 3 senza scontrino. Altri cinque avventori versano un totale approssimativo di altri € 30 senza scontrino. D’altra parte è noto che il personale in quel bar guadagna € 800 al mese senza contratto, cash on the nail.

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I mondeghili milanesi (quasi) come si facevano una volta

Mondeghili: non si sa molto sul significato del termine. Francesco Cherubini nel suo Dizionario Milanese-Italiano (Milano 1839), scrive: “Mondeghili: specie di polpette fatte con carne frusta, pane, uovo, e simili ingredienti”. Dell’origine della parola si sa poco, l’ipotesi più accreditata leggendo in giro per la Rete è che di tratti della trasformazione di un’etimologia araba importata ai tempi della dominazione spagnola a Milano (1535-1714): “al-bunduc” (carne tritata e fritta) diventato “albondiga” in Spagna, poi “bondighitos” e successivamente  “mondeghili” a MIlano.

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