Abbiamo eletto un Parlamento non un premier o un governo

“Perché, visti i numeri e le percentuali esatte, tutto viene raccontato come se solo Salvini e Di Maio siano oggi i padroni del vapore? Una risposta forse c’è: perché nella comunicazione mediatica, nelle espressioni e nelle immagini che hanno impressionato il senso comune in questa campagna elettorale, ciò che ha fatto presa sono state 3 parole: Salvini, Di Maio, 5 Stelle. La “testa” è stata lasciata a riposo e con questa restano fuori i bisogni reali delle persone, la solitudine che le segna, la frantumazione individualistica della società, la perdita di ogni “credenza” nelle Istituzioni.”
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Partito Democratico: come reagire alla sconfitta di marzo 2018

Anche il 20% dato dagli ultimi sondaggi pre-elettorali al Partito Democratico è stato sfondato verso il basso negli ultimi giorni e le elezioni 2018 sono state un chock annunciato su cui ci sarebbe tanto da dire. Gli allenatori della nazionale trasformati pro tempore in politologi sono però così tanti che ci manca solo che mi ci metta anche io. Dunque come unico commento condivido un post dal wall Facebook di Graziano Camanzi con cui non potrei essere più d’accordo.

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Il mio voto per il Partito Democratico è anche un voto antifascista

Lo penso e lo dico: il mio voto al PD è anche un voto antifascista. Le ragioni sono esposte nella risposta che ho dato a un nuovo “amico di Facebook” incontrato sulla bacheca di Elena Giuliani. Si chiama Alberto anche lui ed è intervenuto in una discussione sul voto con due amici con cui da tempo mi piace discutere online,  Tommaso Bistacchi e Ferdinando Pertusio.

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Sala sindaco e poco altro da dire

Giuseppe SalaNomenklatura del PD con relativi cacciatori di dote e loro fantaccini, mondo cattolico (CL e CdO), gruppuscoli di affari minori e una parte di intellighenzia milanese: tutti vogliono Giuseppe Sala sindaco. Visto che i dati Expo (magari a martellate) usciranno  positivi, il discorso su primarie e amministrative 2016 si può chiudere qui, con Sala sindaco e poco altro da dire.

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Emanuele Fiano mette al centro la sicurezza

Emanuele Fiano“Servono un investimento sulle forze dell’ordine – cosa che il governo sta attualmente facendo – e la certezza della pena. Non servono i carro armati per le strade, ma chi delinque deve andare incontro a sanzioni certe. A Milano, invece, il comune dovrebbe fare rispettare le regole, sgomberando le occupazioni di case e i campi abusivi. Le occupazioni a Milano sono tantissime e portano a situazioni di insicurezza sociale, dove fioriscono elementi di criminalità e di soprusi. Gli sgomberi da soli, però, non sono sufficienti.”

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Milano: la pitonessa pronta a fare il botto?

daniela santanché“Sarà l’indole d’imprenditrice, o la sveltezza di pensiero sempre mascherata nel look tutto tacchi e borse e messa al servizio – ma per scelta – delle dichiarazioni più mostruose, delle sparate trash, della polemica finché morte non ci separi. Magari mal digerita da qualche cerchio magico, magari a tratti in disgrazia: ma Berlusconi di lei non ha voluto, o saputo, fare a meno. E così adesso per la prossima candidatura a Milano si fa anche il suo nome, segno indubbio di fecondità politica.”

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Armi più o meno razziste di distrazione di massa

Claudio BorghiSentire una trasmissione politica dopo anni di astinenza è un’esperienza spaventosa e illuminante. La puntata di Piazza Pulita di ieri 1 giugno, dedicata alle regionali 2015 ha confermato che (1) per uno spettatore è impossibile comprendere la realtà da quei battibecchi e (2) che nessuno – con pochissime eccezioni, in genere di personaggi fuori dal cast della politica – va lì per offrire una propria lettura, ma per confondere le carte, sbertucciare l’avversario, raccattare consenso facile a botte di luoghi comuni e strumenti di distrazione di massa e creazione di consenso di basso ventre.

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Totomilano 2016: a che punto siamo

Silvio Berlusconi“Nel 2016 dovremo riconquistare il Comune con un candidato sindaco che sarà la sintesi della nostra storia. Da Milano faremo ripartire anche l’Italia, dove siamo la maggioranza vera e naturale”. Parole dette da Silvio Berlusconi poco dopo la conferma da parte di Giuliano Pisapia che non sarà candidato alle comunali milanesi del 2016.

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