Quella sinistra perdente che non sa gioire se Renzi vince

civati“Ciò che è accaduto in occasione del varo della legge sulle Unioni Civili, un momento davvero importante per il nostro Paese, è quanto di più malinconico si potesse vedere nel campo della sinistra. [snip] Dal momento in cui la legge è entrata alla Camera per la sua definizione finale, tutta la sinistra che ha in avversione Renzi si è come cristallizzata, imbacalita dall’imbarazzo, non è stata più in grado di esprimere un sentimento, paralizzata dalla reale e concretissima possibilità che quella giornata così storica per il Paese finisse tra i meriti evidenti del presidente del Consiglio.”

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La corsa a sostenere il vincitore

cristina tajani“La mia posizione, espressa pubblicamente, intende soprattutto non arretrare rispetto agli obiettivi politici e amministrativi raggiunti. Responsabilità che dovrebbe essere il primo movente dell’azione politica e partitica, non solo per il bene di Milano ma del Paese. Come noto, ho scelto di sostenere Giuseppe Sala, condividendo questa opzione con la maggior parte dei componenti la giunta in carica e con una quota rilevante delle forze politiche e sociali milanesi.”

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Il 3 ottobre 1990: primo passo verso l’Europa Unita

3 ottobre 1990“Probabilmente, fuori dalla Germania, nessuno ricorderà oggi il quarto di secolo che ci divide dalla ratifica dell’riunificazione della Germania, il 3 ottobre 1990. A differenza della scena del 9 novembre 1989, ovvero del crollo del Muro di Berlino, che è vissuta come una data internazionale, comunque una data in cui la dimensione internazionale “si mangia” quella nazionale, la scena del 3 ottobre è stata presto accantonata come una vicenda tutta interna. A voler fare della facile retorica si potrebbe dire che le commemorazioni sono più attraenti ed entusiasmanti quando mettono in scena l’attimo dell’esaltazione, l’atto prometeico della liberazione, piuttosto che quello dell’ultimo tassello del percorso. Eppure la scena del 3 ottobre 1990, per noi europei di oggi, è molto più significativa che non quella del 9 novembre 1989. Mentre il 9 novembre evoca la scena della liberazione, il 3 ottobre evoca quella della libertà.”

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Due pesi e due misure

Vespa e i Casamonica“Se Enzo Biagi ha intervistato Tano Badalamenti e Luciano Liggio. Se Pippo Fava ha intervistato il vecchio Genco Russo. Se Lino Iannuzzi ha intervistato Michele Greco. Se più volte abbiamo visto perfino certi pluriomicidi pentiti di Mafia pompati in prima serata utili il più delle volte a sparare minchiate (e il più delle volte smontate da monumentali sentenze di Cassazione). Se molti altri cronisti hanno intervistato dozzine di parenti dei Boss e dei tagliagola di provincia, non vedo – portate pazienza – dove stia lo scandalo sollevato dal Pd contro Vespa.”

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#romasonoio: la resa finale a un potere inetto e ladro

#romasonoio“Il mio compito di cittadino-contribuente è quello di pretendere che lo Stato, ai suoi vari livelli, garantisca i servizi che le mie tasse finanziano in modo generoso, non di sostituirmi ad esso. [snip] Questa non è una semplice campagna che invita a non buttare le carte per terra o a non lasciare la plastica nei prati, né una campagna che certifica una riscossa, ma semmai una resa, la resa definitiva del cittadino divenuto suddito.”

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Dimissioni De Cesaris vittoria di Pirro del PD

Ada Lucia De Cesaris“Io non penso che dietro le dimissioni della Vice ci fosse un disegno preordinato per una futura candidatura. Anzi  penso che il senso del dovere e dell’appartenenza tenessero la Vicesindaco lontana dall’arena. Ma sono anche convinto che la dichiarazione di sfiducia del Pd, abbia liberato una grande opportunità, che non deve essere assolutamente sprecata.”

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La pantomima di D’Alema sulla pelle dei greci

d'alema “Nella giornata di ieri, ha conosciuto una certa circolazione questo video in cui Massimo D’Alema spiega la sua versione della crisi greca, spiegazione che ha raccolto un notevole numero di condivisioni, nonché centinaia di commenti piuttosto eccitati.” (NdR tra i filo-Tsipras). Ma “la domanda è semplice: davvero questo intervento dimostra la levatura intellettuale del personaggio e la sua non comune padronanza degli argomenti? La risposta è un abbastanza fragoroso no. Nei 2 minuti a disposizione non c’è praticamente nulla di ciò che egli dice che non risulti fattualmente inaccurato quando non direttamente fuorviante.
Vediamo perché”.

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“Milano 2016” non sia il remake di “Milano 2006”

Bruno Ferrante 25 aprile 2006“Le primarie del Partito Democratico, strombazzate da anni come luogo della libertà, del libero consenso, della solenne autodeterminazione degli elettori, vanno sostanzialmente in soffitta. O in cantina, scegliete voi, basso e alto in questo caso coincidono. Non ne verrà celebrato neppure un modesto funerale con i soli, strettissimi, parenti stretti. Niente di niente. Si cambia, e si cambia perchè si perde a rotta di collo soprattutto con i candidati scelti proprio dal partito attraverso quel meccanismo”.

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Comportamenti limitatamente gravi che uccidono e storpiano

ciclista investito“La pena minima dovrebbe essere di sette anni per chi causi un incidente mortale con un tasso alcolico superiore a 0,50 (a spanne: una bottiglia di rosso in due?) o, perfettamente sobrio, proceda a 71 km in un tratto in cui il limite sia a 35 km/h. Comportamenti che – visti con l’inevitabile obiettività del penalista, che per professione si occupa di comportamenti sbagliati – in sé sono limitatamente gravi e, soprattutto, davvero molto difficilmente sono effettivamente causali rispetto all’evento.”

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La TV consacratrice di intellettuali

amalia signorelli“Come è potuto accadere che una studiosa così periferica anche se bravissima e acuta sia diventata una quasi star televisiva? Quali sono i percorsi che portano alla consacrazione presso il grande pubblico di un’intellettuale, certamente valida, ma del tutto in ombra fino a quel momento?”

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Salvini non deve diventare sindaco di Milano #sapevatelo

borghezio salvini cota“Adesso che c’è Salvini la partita si mostra per quel che è, ed è partita politica e non politicista, di progetti e non tecnocratica. In molti, forse con troppa serenità, giurano che Milano non potrebbe mai e poi mai votare per Salvini – “quel becero, quel razzista” – e che, alla prova dei fatti, la città abituata a descriversi come luce del paese, pur di fronte a tante smentite, non avrebbe tradito. Altri – pessimisti? O solo più accorti? – pensano invece che sì, Salvini può anche vincere quassù, in una città spaccata tra il centro – la proverbiale Zona 1 – e una periferia sempre più estesa e sempre più sconosciuta alla sua classe dirigente.”

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Comunali 2016: Sala allunga sugli inseguitori

Giuseppe SalaDi tempo ancora ce n’è, ma in fondo comincia a stringere e il suo passare diventa tanto più evidente se, in modo diretto o in diretto, i nomi che da tempo girano per il futuro di Milano iniziano a muoversi o rendono più esplicite le loro mosse. La settimana in corso, infatti, è iniziata con una lunga intervista a Repubblica di Beppe Sala, l’ad di Expo. Lunga e intima come non era mai successo prima.

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