Pedalare nello smog a Milano (dal Gambero Verde 6 febbraio 2018)

“I cinque referendum ‘consultivi’ sull’ambiente del 2011 vennero approvati a maggioranza bulgara (ci mancherebbe, sembravano domande di Catalano: ‘preferisci erbetta e uccellini o cemento e fumi neri?’), inducendo l’allora neosindaco Giuliano Pisapia a dichiarazioni che oggi appaiono un po’ avventate: ‘Milano si candida a essere la città più verde d’Europa per le politiche ambientali, il traffico, il risparmio energetico, la mobilità e la qualità dell’aria. Noi rispetteremo la volontà dei cittadini’. Sette anni dopo abbiamo l’ottava aria più irrespirabile d’Italia.” Leggi tutto “Pedalare nello smog a Milano (dal Gambero Verde 6 febbraio 2018)”

Primarie: la sceneggiata più bella d’Italia

navigli Milano“La sceneggiata delle primarie “più belle d’Italia” non prevede colpi di scena. Ma come ogni competizione che si rispetti, da qui al 7 febbraio, cordialmente, Giuseppe Sala, Pierfrancesco Majorino e Francesca Balzani dovranno pur tentare di imbastire qualche duello sul piano delle idee.”

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Forti pressioni per giustificare l’ingiustificabile

m5s“Lag­giù in fondo al cen­tro sini­stra, c’è forse qual­cuno che ha qual­cosa da ridire se la mitica «espe­rienza Pisa­pia» dopo mesi di stuc­che­vole melina sul valore delle pri­ma­rie viene sim­pa­ti­ca­mente presa a calci dal par­tito della nazione? Pare di no, non pub­bli­ca­mente almeno. C’è chi mastica amaro in silen­zio e chi bal­betta su face­book dicendo a nuora per­ché suo­cera intenda, ma sostan­zial­mente è tutto un arram­pi­carsi sui vetri per giu­sti­fi­care l’ingiustificabile, cioè l’adesione al gio­chino delle pri­ma­rie truc­cate di pro­prietà esclu­siva del Pd. Sem­pre che si fac­ciano. E c’è di peg­gio. Sot­to­banco, nella poco salu­tare palude delle trat­ta­tive interne al cen­tro­si­ni­stra, si sta con­su­mando il tri­ste mer­can­teg­gia­mento di even­tuali inca­ri­chi futuri per con­vin­cere que­sto o quel can­di­dato a fare un passo indie­tro per lasciare campo libero all’ex com­mis­sa­rio unico per l’Expo, Giu­seppe Sala. Si chia­mano «forti pres­sioni». “

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Milano: il panico dei partiti orfani di Pisapia

Pisapia Rally di Dana Richards“Sul primo son­dag­gio com­mis­sio­nato a sei mesi dalle ele­zioni si può dire tutto e il con­tra­rio di tutto. Però que­sto sem­bra quasi finto tanto cor­ri­sponde a una realtà per­ce­pita (come la paura) che non ha biso­gno dei numeri per risul­tare ter­ri­fi­cante per chi si affanna a cer­care vita a sini­stra. Anche qui a Milano. Che il re è nudo è un fatto, ma nes­suno ha ancora il corag­gio di dire che è anche in avan­zato stato di decomposizione.”

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A cosa mira l’ideologia del decoro?

Ideologia del decoro“Affi­dare mag­giori poteri di poli­zia a que­stori e pre­fetti anche in mate­ria di decoro e degrado urbano. Ovvero dar loro la pos­si­bi­lità di inter­ve­nire su temi che vanno dalla pro­sti­tu­zione al cosid­detto accat­to­nag­gio, pas­sando per i locali not­turni troppo rumo­rosi, con prov­ve­di­menti inter­dit­tivi. Per fare l’esempio più noto alle cro­na­che, l’ipotesi su cui sta lavo­rando il mini­stero dell’Interno, darebbe a que­stori e pre­fetti la pos­si­bi­lità di appli­care anche in que­ste mate­rie ordi­nanze ana­lo­ghe al Daspo, il prov­ve­di­mento col quale attual­mente pos­sono impe­dire l’ingresso allo sta­dio ad alcuni tifosi, a pre­scin­dere da even­tuali respon­sa­bi­lità penali.”

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L’ideologia del decoro è un’ondata pericolosa

Cittadini volontari puliscono i muriL’ideologia del decoro è una ideo­lo­gia di destra, che divide i cit­ta­dini in “per­bene” e “per­male”; un’ideologia ultra­clas­si­sta che non tiene conto dei reali biso­gni di una comu­nità urbana, un’ideologia che si nutre delle divi­sioni interne, oriz­zon­tali, tra cit­ta­dini e dan­nati della terra che di azzuf­fano sulla stessa barca. L’ideologia del decoro è la pro­se­cu­zione con­tem­po­ra­nea del divide et impera che ha mar­chiato a fuoco la sto­ria dell’umanità. Il cit­ta­di­ni­smo, dal canto suo, non è retag­gio di forme di autor­ga­niz­za­zione di cit­ta­dini, asso­cia­zioni o gruppi di per­sone, che cer­cano di supe­rare la rap­pre­sen­tanza per rap­pre­sen­tarsi diret­ta­mente, bensì una moderna forma di orga­niz­za­zione, in gruppi chiusi, mossi da indi­gna­zione (spesso mista a raz­zi­smo e/o per­be­ni­smo) e soprat­tutto svuo­tati di qual­siasi con­te­nuto poli­tico se non quello del decoro e della puli­zia delle apparenze..

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Primo Maggio: la gauche Mastrolindo

Cittadini volontari puliscono i muri“Sono gior­nate strane, gli acca­di­menti ven­gono rumi­nati con len­tezza: l’unanimismo ini­zial­mente pre­va­lente (bene con­tro male, buoni con­tro cat­tivi) il giorno dopo lascia sem­pre il posto ad argo­men­ta­zioni più arti­co­late. Il “movi­mento” è in pausa di rifles­sione. Le lace­ra­zioni sono pro­fonde, anche per met­tere a fuoco quella che è già pas­sata alla sto­ria come la mar­cia trion­fante della società civile che ha ripu­lito Milano per resti­tuirla ai mila­nesi in tutto il suo splen­dore. L’enfasi è imba­raz­zante. “La nostra città”, si esal­tano i ven­ti­mila puli­tori volon­tari scesi in piazza con le spu­gnette e arrin­gati dal sin­daco Giu­liano Pisa­pia, uomo che que­sti mec­ca­ni­smi di fasci­na­zione delle masse dovrebbe cono­scerli a memo­ria. L’identificazione spon­ta­nea con “la nostra città” è rive­la­trice, se è vero che il “blocco nero” non ha spac­cato o imbrat­tato sim­boli par­ti­co­lar­mente cari alla sto­ria di Milano: vetrine, fine­strini, mica le guglie del Duomo, Santa Maria delle Gra­zie o lo sta­dio del “tri­plete” (e di Van Basten).”

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