Un post bacchettone e il Black Bloc

Rozza imbrattaMi rendo conto che il post originale su questa storiella ha un tono parecchio bacchettone. A mia discolpa preciso che è vernice lavabil… OPS!, scusa, ero solo molto indignato. Dunque provo a esprimere meglio il mio pensiero, riportando una risposta data a Marco Pierfranceschi sul thread di Marco Mazzei già segnalato nel post precedente.

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La moschea antismog di Giuseppe Sala

moschea bluLa comparsata del candidato Giuseppe Sala all’incontro con i (fantastici) Genitori Antismog di oggi è stato francamente imbarazzante. Arrivato alle 19.15 per  un incontro il cui orario era 18-19.30 (quindi non ha sentito una parola degli interventi interessanti dei relatori), il cosiddetto manager ha comunque preso la parola e si è messo a parlare della moschea. Giuro, ha detto una cosa tipo “non voglio parlare della moschea, che qui non c’entra” e poi ha attaccato a spiegare perché lui farà la moschea (“c’è il diritto alla religione e anche per tenerli controllati”). Diocristo.

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Traduzione dal medio e alto politichese

balzani sala1 – Da Francesca Balzani: A Sala è stata chiesta per l’ennesima volta un’apertura di credito politica importante nei confronti della sinistra, del progetto di Balzani per la città, del programma. Una legittimazione necessaria per non lasciar tramontare definitivamente la possibilità di un esito positivo.

2 – Da Giuseppe Sala: “E’ stato un incontro franco e costruttivo nel corso del quale ho ribadito loro l’importanza che ha per il successo del centrosinistra milanese l’area che si è aggregata intorno a Francesca e l’apporto che lei ha dato e intenderà dare. Ritengo che una lista che rappresenti al meglio queste energie e sensibilità debba essere parte costitutiva della coalizione”.

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Milano vale più di chi la vorrebbe governare

balzani salaDa quello che si capisce leggendo il pezzullo di Luigi Ambrosio​ di questa mattina (confermato dall’intervista a Francesca Balzani e dalla lettura delle dichiarazioni sui social di tanti addetti ai lavori), le alleanze del centrosinistra per #milano2016 sono sostanzialmente un fatto di poltrone contese da partitulli del tutto scollegati dalla realtà di Milano. Gruppuscoli di una retroguardia che ormai esistono solo nella fantasia dei loro gestori e di qualche irriducibile fan (a confermarlo: il livello del dibattito politico e soprattutto l’andazzo delle recenti primarie).

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Se questo è un manager

GIUSEPPE SALA“La società che ha gestito l’esposizione universale meneghina ha chiuso il 2015 con un rosso di 32,6 milioni di euro”. Eccoli lì i primi numeri veri, che a Palazzo tutti conoscevano, ma che nessuno aveva voglia di condividere con chi quei soldi ce li mette di tasca propria, con fatica. Ma non è questo il problema vero.

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Giuseppe Sala, Bobo Maroni e i due marò

i due maròMaroni dimettiti! Questo è il grido che si leva dal PD. Il segretario regionale del Partito Democratico, Alessandro Alfieri, parla chiaro dalle pagine della velina di partito (l’Unità): “Il primo a doversi fare delle domande sulla possibilità di rimanere alla guida della Regione è il presidente Maroni: non può far finta di niente”. Giusto! La lista di inquisiti o condannati è lunghissima, eccola…

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Espulsione Fucksia: M5S siamo noi

SERENELLA FUCksIAPremessa: una che dice “Evidentemente sono scomoda dal momento che non sopporto l’ipocrisia” andrebbe espulsa non da M5S, ma dal Parlamento e financo dalla società civile.  Ma allo stesso tempo, ancora una volta, vale il “dimmi che partiti hai e ti dirò chi sei”. L’espulsione da M5S di questa ragazza né meglio né peggio di tanti altri mediocri esponenti del suo movimento è anche spunto per una riflessione al di là delle minchiatine di Lorsignori a Palazzo.

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La corsa a sostenere il vincitore

cristina tajani“La mia posizione, espressa pubblicamente, intende soprattutto non arretrare rispetto agli obiettivi politici e amministrativi raggiunti. Responsabilità che dovrebbe essere il primo movente dell’azione politica e partitica, non solo per il bene di Milano ma del Paese. Come noto, ho scelto di sostenere Giuseppe Sala, condividendo questa opzione con la maggior parte dei componenti la giunta in carica e con una quota rilevante delle forze politiche e sociali milanesi.”

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