Querela bavaglio: è ora che si rimedi al vuoto legislativo

Domani, mercoledì 25 maggio 2016, butterò via un’altro paio d’ore e andrò in questura a farmi identificare per l’ennesima querela bavaglio, sporta con la scusa di una inesistente diffamazione da un esponente di medio livello del centrosinistra locale, scocciato perché insisto a dire la mia su questo blog.

Fino a oggi sono a una quindicina di archiviazioni e due assoluzioni con formula piena, quindi posso dire che si è sempre trattato di querele campate in aria con un’unica eccezione di cui faccio cenno sotto.  Spesa totale oltre 15mila euro, grazie alla buona volontà dei miei avvocati che mi hanno fatto uno sconto, soldi irrecuperabili a causa di un vuoto della legge italiana che non punisce le querele bavaglio. 

Ho anche dovuto pagare e abbozzare per fermare un appello su una “assoluzione con formula piena perché il fatto non costituisce reato” (sentenza del presidente della corte d’appello), per evitare di buttare altri soldi a difendermi dal nulla, perché anche vincendo di nuovo avrei pagato (il ricatto mi è costato una bicicletta, per la cronaca, che il politico di turno ha preteso per rinunciare all’appello che a lui non costava nulla, visto che il suo legale era un membro dello stesso partito sempre pronto a queste querele bavaglio).  

Non ho mai fatto piazzate, ho sempre avuto rispetto dei magistrati, anche nel momento dell’unico, piccolo, parziale torto della mia storia, su cui ritengo di aver subito un’ingiustizia da parte del magistrato (ho rinunciato al ricorso che molto probabilmente la ragione me l’avrebbe restituita per le medesime ragioni economiche). 

E’ così che alcuni Lorsignori zittiscono (o almeno ci provano) il dissenso dei cittadini, con le querele bavaglio. Non tutti, ma parecchi sì. E nonostante le promesse, non uno di Lorsignori Pezzigrossi a cui mi sono anche rivolto per riportare le cose in un ambito di normalità ha mosso un dito per richiamare all’ordine i suoi subalterni querelanti.

E pensare che sulla destra dal 2001 ne ho dette di ogni, ma il massimo che ho ricevuto è stata una mail da Calderoli (aka “il sommo cavadenti padano”) molto divertito dal “premio” ideato da OneMoreBlog in suo onore, tanti anni fa.