Il disastro Esselunga in tempo di COVID-19 (aggiornato 15/04/2020)

Il giorno 6 aprile, in pieno lockdown, ho pubblicato questo commento sul disastro Esselunga in epoca COVID19 mentre attendevo la consegna di un acquisto online di mese prima e già rimandato dall’azienda. “Da vecchio cliente affezionato trovo che il comportamento di Esselunga in questa crisi Covid19 sia indecente. Con l’aumento di fatturato che hanno avuto avrebbero dovuto decuplicare gli sforzi per le consegne. L’impossibilità di trovare slot liberi è inaccettabile. Dopo la crisi cambierò non di poco le mie abitudini.” Al thread hanno partecipato anche persone che lavorano per Esselunga, alcuni con garbo, altri con commenti inadeguati al dovere di rispetto che un’azienda seria come Esselunga ha nei confronti dei consumatori.

Per esempio: “posso sapere come avresti provveduto tu ad implementare il servizio consegne in questo periodo?”, a cui ho risposto così:

Mah guarda, fuor di ironia che mi pare sinceramente inutile. Io non sono un manager logistico, ma nel mio privato (investimenti) e lavorativo ho cominciato a fare cose a fine gennaio e oggi ne sto cogliendo i frutti. IMO Esselunga non è stata tempestiva.
Ci voleva poco a “scommettere sul virus” e mettersi in gioco. Sinceramente a parte la consegna gratis non ho visto nulla.
Si può lavorare sulla logistica dei negozi per ridurre le code e sul sito per renderlo efficiente, dare in outsourcing le consegne e spostare il personale sull’impacchettamento per aumentare gli slot, eccetera.
Le fasce deboli vanno tutelate ma non a discapito degli altri (la precedenza agli anziani fatta così è punitiva per gli altri e lo dico avendone diritto per età, anche se non ne faccio uso).
Poi per carità, questo mi viene in mente in un minuto seduto al tavolo e certo ci sono idee molto migliori e discussioni in atto, ma la mia sensazione di consumatore e cliente non affezionato, ma affezionatissimo, è che non si sia fatto altro che tamponare, mentre altre aziende hanno provato a cavalcare la tigre e i risultati si vedono. Da Esselunga non vado da allora e a parte la spesa prenotata 20 giorni fa e arrivata in condizioni indegne (ho scritto al servizio clienti, vediamo se, quando e cosa risponderanno) non ho comprato più nulla.
La mia considerazione non è punitiva, ma dopo una vita in cui avendo il Gigante sotto casa (letteralmente) facevo 15+15 minuti a piedi per comprare da Esselunga, oggi penso che cambierò abitudini. Per esempio il vino, su cui spendo parecchi soldi, ora lo acquisto da Vino75 e Tannico, prima sempre da Esselunga. E ne consumiamo in buona dose, è stato il disservizio a spingermi a cercare alternative, che ho scoperto essere più convenienti, ricche ed efficienti.
E’ il bello del mercato e forse (non so che ruolo tu abbia, immagino relazioni esterne) se invece di cercare di convincermi che ho torto tu pensassi che Esselunga vive perché ci sono anche io potrebbe essere più produttivo per tutti.

Qui c’è il commento sul disastro Esselunga che ho riportato nel post. Il thread completo è qui. Qui il sito di Esselunga.

Aggiornamento del 13 aprile 2020: ancora oggi non esiste la possibilità di acquistare da Esselunga con consegna, locker, ritiro al negozio. Tutto rosso, sempre, a prescindere. Unica possibilità la coda biblica, con i relativi rischi di contagio.  Mesi di lockdown, fatturati colossali, ma questi non sono riusciti a organizzare un servizio appena dignitoso. Pessimi.

Aggiornamento del 15 aprile 2020: scopro che COOP ha attivato un efficientissimo servizio di prenotazione per recarsi a fare la spesa senza fare code. Si blocca uno slot sul sito e ci si presenta all’ora indicata, con 30 minuti a disposizione. Non ci vuole molto no?