Tommaso Sacchi non è divisivo

Tommaso Sacchi nein danke

Non so come la pensano i miei colleghi milanesi elettori del centro sinistra sui possibili successori di Beppe Sala di cui parla il Corriere della Sera. Ma se tra tutti i nomi (alcuni dei quali oggettivamente bizzarri) risultasse realistico quello di Tommaso Sacchi, il  tizio inopinatamente nominato a sostituire l’ottimo Filippo Del Corno al secondo mandato di Sala, per ragioni che temo non abbiano a che fare con la competenza (il curriculum è tutt’altro che esaltante) non so proprio come reagirò in cabina elettorale il giorno delle elezioni.

Non serve infatti interrogare l’intelligenza artificiale per accorgersi che costui per la cultura della città ha fatto comunque poco e certamente nulla di buono (godibile l’involontaria ironia di Gemini che elenca tra le gesta di Sacchi “inaugurazione della CASVA”). Di fatto ci sono soprattutto mega eventi, spesso devastanti per la città e la tranquillità dei cittadini, durante i quali l’assessore si è soprattutto divertito e non ha mai rinunciato a farsi fotografare con personaggi di grido.

In sintesi: nella mia esperienza di F205O (milanese), oltretutto elettore di quest’area politica per oltre mezzo secolo, costui è tra i peggiori assessori alla cultura nella storia della città, compresi quelli certo non brillantissimi delle giunte Albertini e Moratti.

Certo, per ora sono solo pettegolezzi, toto-candidature buttate lì tanto per scrivere, si sa che d’estate gli eventi di cronaca latitano. Quindi, auspicabilmente, l’ipotesi è campata in aria e hai visto mai che con il cambio a Palazzo marino ce ne sbarazzeremmo anche come assessore.

Casomai però l’ipotesi fosse ahinoi realistica, visto che molti degli altri nomi sono parecchio “divisivi”, consoliamoci con l’unica nota positiva che si può fare su costui: almeno lui “divisivo” non lo sarebbe, perché non se lo filerebbe proprio nessuno.

Rispolverò quindi un vecchio motto, caro ai lettori di vecchia data, compagni di OneMoreBlog nelle antiche lotte elettorali a Milano: “Tommaso Sacchi? Nein danke!”