Volete il mio voto tra 15 giorni?

Giuseppe SalaOK, circa 100mila voti persi (tra cui il mio) rispetto a Giuliano Pisapia al primo turno, meno voti di Ferrante. Quindi, tanto per cominciare, invece di questa vergognosa assenza di commenti per cominciare vorrei sentire almeno un maggiorente del PD ammettere che questo signore non era il candidato giusto, che le primarie con cui è stato consacrato sono state una farsa e che la campagna “guardando al centro” è stata una fesseria.
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Sala come Ferrante: il sequel di un brutto film

Parisi con la Comunità ebraica al 25 aprileIl fatto che gli esponenti della Comunità ebraica milanese (tra cui alcuni sinceri democratici che conosco e stimo) ammettano in prima fila Stefano Parisi dovrebbe inquietare qualunque elettore di centrosinistra. Vuol dire che la faccia tutto sommato perbene di Parisi riesce a far dimenticare i suoi alleati: non solo Berlusconi e Salvini, ma anche i discendenti degli alleati di Hitler come Ignazio La Russa e Riccardo De Corato. Insomma Parisi sta lavorando benissimo e non è un caso se i sondaggi lo danno in fase di sorpasso su Sala.  Leggi tutto “Sala come Ferrante: il sequel di un brutto film”

La sinistra che non c’è

facebook comunistaUna candidatura di sinistra a Milano vale – secondo i sondaggi più ottimisti – il 10% scarso, quindi non si capisce quale sia l’obiettivo di Curzio Maltese (come pure dei vari Besostri e Finiguerra, altri possibili concorrenti di cui si parla in queste ore), visto che nel probabile caso di ballottaggio e conseguente apparentamento quell’area politica ha da guadagnare una frazione non significativa del 60% dei seggi assegnati al vincitore.

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Fancesca Balzani: Pisapia ci ha visto giusto

Balzani a RadioPopolareFrancesca Balzani, annunciando la propria candidatura ai microfoni di Radio Popolare, si conferma persona di qualità, una caratteristica che non si finge, perché viene trasmesso dalle parole e dalla voce. Nel corso della chiacchierata Balzani ha saputo dare un’idea chiara, precisa, e  realistica di chi è lei e della città che immagina. E citando la propria storia culturale, professionale e politica (di tutto rispetto) ha marcato le differenze con Pierfrancesco Majorino, dichiarando serenamente e senza inutili modestie che potrà “rivolgersi a un mondo a cui Pierfrancesco fa più fatica a rivolgersi”.

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Balzani e Majorino ticket vincente

MajorinoMolto mi divide da Pierfrancesco Majorino, non solo politicamente, tuttavia lo considero una delle più valide presenze in giunta. Anche lui, come ogni politico di carriera, tende a mettere la sua poltrona (e quella dei suoi supporter) davanti al resto, ma se riesce a occuparla cerca di fare del suo meglio, come in questa esperienza da assessore alle Politiche Sociali. Primo a buttarsi nella mischia di #Milano2016, quando ancora non c’era nulla in gioco, si trova a dover fare una seria riflessione sul futuro prossimo.

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Il clone di Bruno Ferrante e la frammentazione a sinistra

sala e ferranteOggi in Comune si diceva che la Balzani ha indetto un incontro, quindi probabilmente si candida. Altrettanto potrebbe fare la De Cesaris, secondo alcuni. Majorino resiste, Fiano latita ma non si è tirato indietro (almeno parrebbe). Qualcuno parla di un ritorno di Stefano Boeri (che dopo le glorie del Bosco Verticale potrebbe raccogliere un bel consenso).

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Cristina Messa e Lorsignori

Cristina MessaIl candidato sindaco del centrosinistra ancora non c’è, ma il tema comincia a spostarsi al centro dell’attenzione. La sensazione è che ancora nessuno abbia le idee chiare su come conciliare gli interessi di bottega di Lorsignori con la necessità di trovare un ampio consenso interno e  convincere gli elettori di centrosinistra a votare (è noto che a Milano non si vince rubando voti all’avversario, ma portando i propri a votare, non a caso Pisapia ha vinto con meno voti di quelli con cui Ferrante aveva perso).

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Renzi, Pisapia, Ferrante e i nostri errori

Matteo RenziIn un interessante thread su Facebook nato da un mio commento sulla partecipazione di Renzi a 8 1/2 se ne sono lette di tutte e si è anche parlato di Milano.  Il commento di un frequentatore del mio wall dice più o meno. “Io credo invece, e lo vedo tutti i giorni parlando coi colleghi del Comune, che stia suscitando così tanta rabbia con tante promesse disattese (modificheremo la legge fornero….pisapia style coi precari) che presto, dovremo fare i conti con una lega sopra il 10% a Milano e 1 o 2 consiglieri di casapound in consiglio comunale. Occhio.”

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Primarie a Milano: ma anche no

primarie nein dankeGià due iscritti alla corsa a Palazzo Marino del 2016 (Emanuele Fiano e Pierfrancesco Majorino) e la certezza che anche questa volta ci saranno le primarie. Ma siamo proprio sicuri che sia una buona idea?  Il recente disastro in regione Liguria è un segnale preoccupante, ma va ricordato anche Milano 2005, in cui le truppe cammellate del maggior partito di coalizione fecero vincere un candidato perdente, un fattaccio che avrebbe potuto ripetersi nel 2010.

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“Milano 2016” non sia il remake di “Milano 2006”

Bruno Ferrante 25 aprile 2006“Le primarie del Partito Democratico, strombazzate da anni come luogo della libertà, del libero consenso, della solenne autodeterminazione degli elettori, vanno sostanzialmente in soffitta. O in cantina, scegliete voi, basso e alto in questo caso coincidono. Non ne verrà celebrato neppure un modesto funerale con i soli, strettissimi, parenti stretti. Niente di niente. Si cambia, e si cambia perchè si perde a rotta di collo soprattutto con i candidati scelti proprio dal partito attraverso quel meccanismo”.

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La sconfitta di Casson prequel di Milano 2016?

casson e brugnaro a venezia“Nell’unica città fino a qualche tempo fa persino antropologicamentre di sinistra del Veneto, il centrosinistra ha alacremente operato per porre le premesse per un disastro. Prima, com’è ovvio, il tracollo della giunta di Giorgio Orsoni sotto i colpi delle indagini sul Mose e della condanna patteggiata dall’ex sindaco: per capire il disastro che ha lasciato, pensate che a Venezia oggi Orsoni (come del resto Galan) fa fatica a girare per le calli, e nei bar c’è chi si rifiuta di servirlo.”

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Salvini non deve diventare sindaco di Milano #sapevatelo

borghezio salvini cota“Adesso che c’è Salvini la partita si mostra per quel che è, ed è partita politica e non politicista, di progetti e non tecnocratica. In molti, forse con troppa serenità, giurano che Milano non potrebbe mai e poi mai votare per Salvini – “quel becero, quel razzista” – e che, alla prova dei fatti, la città abituata a descriversi come luce del paese, pur di fronte a tante smentite, non avrebbe tradito. Altri – pessimisti? O solo più accorti? – pensano invece che sì, Salvini può anche vincere quassù, in una città spaccata tra il centro – la proverbiale Zona 1 – e una periferia sempre più estesa e sempre più sconosciuta alla sua classe dirigente.”

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Piero Bussolati spariglia e sorprende

Piero BussolatiIl Partito Democratico di Milano Metropolitana è impegnato, sin dall’annuncio di Giuliano Pisapia, nel costruire un percorso che porti alla scelta trasparente del futuro Sindaco di Milano, eppure da qualche settimana leggo qualcuno mettere in discussione alcuni punti che noi abbiamo considerato vincolanti sin dall’inizio. Le ribadisco a mo’ di piccolo decalogo così che non ci siano più dubbi in proposito.

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