Un post bacchettone e il Black Bloc

Rozza imbrattaMi rendo conto che il post originale su questa storiella ha un tono parecchio bacchettone. A mia discolpa preciso che è vernice lavabil… OPS!, scusa, ero solo molto indignato. Dunque provo a esprimere meglio il mio pensiero, riportando una risposta data a Marco Pierfranceschi sul thread di Marco Mazzei già segnalato nel post precedente.

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#milanosiamotutti (proposta per le amministrative milanesi 2016)

Tram bloccato“Il sindaco siamo noi che pensiamo di avere il diritto di conquistare dieci metri all’incrocio perché il semaforo è verde anche se davanti ci sono un milione di macchine ferme, e allora è ovvio che bloccheremo l’incrocio quando diventerà verde per gli altri, ma è troppo complicato capire che si può andare avanti solo quando dall’altra parte c’è abbastanza spazio.”

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#romasonoio: la resa finale a un potere inetto e ladro

#romasonoio“Il mio compito di cittadino-contribuente è quello di pretendere che lo Stato, ai suoi vari livelli, garantisca i servizi che le mie tasse finanziano in modo generoso, non di sostituirmi ad esso. [snip] Questa non è una semplice campagna che invita a non buttare le carte per terra o a non lasciare la plastica nei prati, né una campagna che certifica una riscossa, ma semmai una resa, la resa definitiva del cittadino divenuto suddito.”

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A cosa mira l’ideologia del decoro?

Ideologia del decoro“Affi­dare mag­giori poteri di poli­zia a que­stori e pre­fetti anche in mate­ria di decoro e degrado urbano. Ovvero dar loro la pos­si­bi­lità di inter­ve­nire su temi che vanno dalla pro­sti­tu­zione al cosid­detto accat­to­nag­gio, pas­sando per i locali not­turni troppo rumo­rosi, con prov­ve­di­menti inter­dit­tivi. Per fare l’esempio più noto alle cro­na­che, l’ipotesi su cui sta lavo­rando il mini­stero dell’Interno, darebbe a que­stori e pre­fetti la pos­si­bi­lità di appli­care anche in que­ste mate­rie ordi­nanze ana­lo­ghe al Daspo, il prov­ve­di­mento col quale attual­mente pos­sono impe­dire l’ingresso allo sta­dio ad alcuni tifosi, a pre­scin­dere da even­tuali respon­sa­bi­lità penali.”

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Le nuove “sentinelle in piedi” con spugna e scopettone

Retake Milano - Gli spazzaidee“Ci avete massacrato su un progetto che neanche conoscevate, su un muretto e un murale che neanche sapevate l’esistenza, basandovi su un video parziale, senza neanche conoscere l’evento di riqualifica che stava alla base del progetto stesso.” [snip] “Certo che se tutto questo grande movimento di protesta contro i volontari s’indirizzasse contro coloro che recentemente hanno vandalizzato la Darsena e il Teatro Burri avremmo una città sicuramente migliore”.

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Il “gran cuore” dei milanesi non sia pane per la vostra retorica

Umberto AmbrosoliUmberto Ambrosoli (già sconfitto in Regione, considerato tra i papabili per Palazzo Marino 2016) commenta su Facebook il dramma dei poveri disgraziati migranti. Si parla di migliaia di vittime di un Occidente cinico e baro che se li palleggia, li chiude nei campi, li carica sui treni senza nulla più di ciò che indossano (terribile immagine che non avremmo più voluto vedere, no?), li blocca alle frontiere in barba ai trattati.

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Era ora di fare ordine dopo anni di anarchia a Bologna!

Bologna sgomberiIl (legittimo) sogno di vivere in una città bella, pulita, allegra, sana, senza conflitti, vivace può attivare un meccanismo di distorsione nella percezione della realtà spingendo l’immaginario collettivo a cogliere come ostacoli alla realizzazione del sogno eventi tutto sommato marginali. Nasce così la figura di un nemico responsabile di quegli eventi, che viene quindi percepito come causa della propria infelicità.

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Bologna, i writer, Goebbels e i WuMing

Manifestazione a BolognaIndipendentemente da come la si pensi su writers, squatters, contestatori, e rompiscatole vari, si tratta di riuscire ancora a distinguere i deboli dai forti. Da una parte c’è qualche decina di studenti, dall’altra tutti a dargli addosso. Da una parte i “violenti” che vengono individuati come nemico pubblico per avere fatto zizza con le forze dell’ordine, imbrattato i muri o la porta dell’ufficio di un barone universitario, e dall’altra i mass media, i partiti di governo, gli stessi baroni, i potenti locali. 

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Street art: Milano non è Lisbona

Street art per anziani a LisbonaNon basta essere volontari: bisogna sapere cosa si sta facendo ed a beneficio di chi. Non capisco come ad un writer facciano le perquise a casa come lo trovano con una bomboletta nello zaino e a ‘sti bellimbusti permettano invece di dipingere in pieno giorno, in barba a tutti i regolamenti municipali in materia di colori, ecc… La motivazione è “siamo volontari” e quindi possiamo, come se un writer la propria arte la producesse contro voglia. Approssimativi e supponenti come non mai, capaci di decidere da soli per il “bene ed il decoro comuni”, imponendo la loro visione monocromatica e totalizzante del panorama urbano.

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Il potere di nulla ai cittadini

Cittadini volontari puliscono i muri“C’è una buona regola nelle amministrazioni comunali: mai dare ai cittadini il governo di nulla, neppure la gestione bagatellare (e apparentemente innocua) di pezzetti di muro, perchè se ne riterranno in qualche modo titolari sino al punto da considerarsi i berretti verdi del bene pubblico, sbianchettando allegramente tag e cultura, perchè eguali nella furia iconoclasta della pulitura purchessia. Nel caso in questione, il murales di Pao, andranno comunque stabilite delle responsabilità e non c’è dubbio che le scuse postume e sgarrupate dell’assessore Maran mettono tutto il peso in carico al municipio e il poco che resta agli esecutori vagamente catatonici di Retake, che non hanno sentito ragioni in virtù di regolare mandato (all’igiene).”

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“Qualcuno” non è “qualcosa”

Cittadini volontari puliscono i muri“Il buon Serra, dopo averci detto che in tutti questi anni ha votato sempre per chi riteneva vincente, nella sua amaca quotidiana accusa di cinismo chi pone legittimi e motivati dubbi, nei confronti della sindrome da Cif e Mastro Lindo che ha colpito alcuni milanesi. Partendo dalla tesi assolutamente indimostrabile che ” prendersi cura di qualcuno è anticonformista”, Serra decanta l’encomiabile epidemia di pennellesse e spugne brandite , secondo lui, a furor di popolo. Non capendo che le perplessità di molti non riguardano il gesto –  anche per noi è meglio un muro pulito rispetto a una parete sporca – ma l’oggetto, le ragioni, il fine e  ilmetodo di questa frenesia.”

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L’ideologia del decoro è un’ondata pericolosa

Cittadini volontari puliscono i muriL’ideologia del decoro è una ideo­lo­gia di destra, che divide i cit­ta­dini in “per­bene” e “per­male”; un’ideologia ultra­clas­si­sta che non tiene conto dei reali biso­gni di una comu­nità urbana, un’ideologia che si nutre delle divi­sioni interne, oriz­zon­tali, tra cit­ta­dini e dan­nati della terra che di azzuf­fano sulla stessa barca. L’ideologia del decoro è la pro­se­cu­zione con­tem­po­ra­nea del divide et impera che ha mar­chiato a fuoco la sto­ria dell’umanità. Il cit­ta­di­ni­smo, dal canto suo, non è retag­gio di forme di autor­ga­niz­za­zione di cit­ta­dini, asso­cia­zioni o gruppi di per­sone, che cer­cano di supe­rare la rap­pre­sen­tanza per rap­pre­sen­tarsi diret­ta­mente, bensì una moderna forma di orga­niz­za­zione, in gruppi chiusi, mossi da indi­gna­zione (spesso mista a raz­zi­smo e/o per­be­ni­smo) e soprat­tutto svuo­tati di qual­siasi con­te­nuto poli­tico se non quello del decoro e della puli­zia delle apparenze..

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I Bücherverbrennungen de noantri: risponde Pao

Murale di PaoRiportiamo per chi non ha un account su Facebook il post  con cui Pao ha commentato l’intervento degli Spazzaidee in via Cesariano a Milano. Come sempre, l’arte e la cultura rimediano all’ignoranza gretta e all’insensibilità becera di chi arriva al livello di definire “sporco” l’opera di un riconosciuto street artist. Fammi pensare, chi è che bruciava i libri e distruggeva le opere d’arte?

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I Bücherverbrennungen de noantri

BücherverbrennungenConfermo che la faccenda dei volontari spazzatutto è oggettivamente intollerabile. Chiamare “sporco” le opere d’arte di Pao e Linda è la dimostrazione che il ventre molle milanese, trincerandosi dietro i loro giubbetti gialli e frasacce come “noi abbiamo delle autorizzazioni precise”, manda al rogo la qualità intellettuale per imporre un bianco neutro becero, simbolo della loro mancanza di idee e spirito civico.

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