Stalingrado espugnata e la qualità in politica

Sul ballottaggio a Sesto San Giovanni non c’è da fare troppi giri di parole: la responsabilità di una sconfitta storica è di Matteo Renzi, che non ha colto la necessità di una cesura forte col passato. Una sconfitta che era nell’aria, come aveva sottolineato in tempi non sospetti un sestese fine osservatore della politica, Graziano Camanzi.

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Lo sforzo sovrumano di Giuseppe Sala

sala e renziGiuseppe Sala sta recitando una parte da gioviale che gli riesce parecchio difficile: quando prova a fare il simpatico si percepisce il suo sforzo sovrumano. Però lui è tutto tranne che un imbecille e da sindaco tenterà di fare al meglio il suo mestiere di facilitatore per gli affari dei suoi referenti nel mondo degli affari.

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Stop alle finte primarie: c’è ancora tempo

Balzani e MajorinoFrancesca Blazani e Pierfrancesco Majorino hanno oggi l’ultima opportunità per fermare queste primarie-farsa, in cui tutto l’establishment dell’affarismo locale sostiene un candidato-facilitatore, che come valore principale ha dato prova di saper gestire i conti nella più totale opacità e disinteresse per il diritto comune a sapere come vengono spesi i denari pubblici. I potentati che lo sostengono sono ben noti.

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I due partiti milanesi e la scheggia impazzita

Renzi e PisapiaLa sensazione realistica è che i destini delle grandi città siano già decisi (Milano al PD e Roma alle destre) e che in presenza di due candidatura solide come Balzani e Sala (quasi un confronto “sinistra” e “destra”) le primarie di Milano potrebbero essere più importanti delle elezioni stesse. Ma bisogna tener conto della scheggia impazzita.

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Gli eredi di Penati e quel noioso di Pisapia

Giuseppe Sala e Maurizio Martina“Se sono di destra, di sinistra, di centro o di altro? Io dico: me ne frego” (2 novembre 2015, a un convegno delle Acli).
“Sono di sinistra” (3 gennaio 2016, a Maria Latella su Sky).
Secondo Gianni Barbacetto gli eredi politici di Filippo Penati candidano Sala perché gli affari possano finalmente riprendere, “dopo la noiosa parentesi di quel guastafeste di Giuliano Pisapia”.

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Penati: c’è poco da gioire

penati e bersaniCredo di essere stato il primo a criticare le imprese di Penati, fin dalla sua elezione a presidente della Provincia di Milano, un evento che avviò il mio allontanamento dal partito che avevo votato e sostenuto per una vita. Nel tempo l’ho seguito con attenzione, fino all’ipotesi di una sua candidatura in regione che mi indusse ad aprire il blog “Penati? Nein Danke!” (messo offline su consiglio degli avvocati che mi difendono dalle intimidazioni di Lorsignori). Oggi si legge ovunque che è stato assolto, che “finisce l’incubo”, che “ora i critici devono fare ammenda”. Non io, non in mio nome. Quindi mi occupo per l’ultima volta di questo signore e poi lo archivio definitivamente tra le cose che auspicabilmente appartengono ormai al passato.

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Due pesi e due misure

Vespa e i Casamonica“Se Enzo Biagi ha intervistato Tano Badalamenti e Luciano Liggio. Se Pippo Fava ha intervistato il vecchio Genco Russo. Se Lino Iannuzzi ha intervistato Michele Greco. Se più volte abbiamo visto perfino certi pluriomicidi pentiti di Mafia pompati in prima serata utili il più delle volte a sparare minchiate (e il più delle volte smontate da monumentali sentenze di Cassazione). Se molti altri cronisti hanno intervistato dozzine di parenti dei Boss e dei tagliagola di provincia, non vedo – portate pazienza – dove stia lo scandalo sollevato dal Pd contro Vespa.”

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La Alicata non è Formigoni

Cristiana AlicataIeri ho postato su Facebook col commento “sono contento” la notizia che Cristiana Alicata (che non conosco, ma di cui nel tempo ho seguito la storia politica) è entrata nel CdA dell’ANAS. Cristiana è nel PD dalla prima ora, cofondatrice, membro attivo di quel gruppo di giovani raccolti attorno a iMille che una decina di anni fa hanno cominciato a farsi sentire, chiedere, pretendere e che oggi, pian piano, stanno sostituendo la vecchia generazione nelle stanze del potere.

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