Stalingrado espugnata e la qualità in politica

Sul ballottaggio a Sesto San Giovanni non c’è da fare troppi giri di parole: la responsabilità di una sconfitta storica è di Matteo Renzi, che non ha colto la necessità di una cesura forte col passato. Una sconfitta che era nell’aria, come aveva sottolineato in tempi non sospetti un sestese fine osservatore della politica, Graziano Camanzi.

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Il bicchiere mezzo pieno

2011 MILANO - PRESENTAZIONE DELLA NUOVA GIUNTA DEL COMUNE DI MILANONel 2011 questa foto gettò la prima secchiata di acqua gelida sull’entusiasmo prodotto dalla vittoria di Giuliano Pisapia: una giunta costruita con una versione 2.0 del manuale Cencelli, con le poltrone a Palazzo Marino distribuite sapientemente tra le pretese del PD e gli interessi dei gruppi economici di riferimento.

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Giuseppe Sala: il gabinetto inteso come cesso

Beppe Sala sul cessoEgregio Giuseppe Sala, immagino (mi auguro) che nel segreto del suo gabinetto (inteso come il cesso di casa, non la stanza di lusso a Palazzo occupata da un bellimbusto a 300mila+ euro/anno di costo per i milanesi) lei abbia ben chiara una situazione che non giustifica alcun ottimismo. Visto che lei è (politicamente) l’amaro calice da bere per non avere una Gelmini assessore alla cultura le dico come può provare ad avere al ballottaggio il voto che le ho negato al primo turno.

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Se questa è una sinistra

Expo-2015-Milano-Beppe-Sala-e-Ministro-Martina“Expo oggi ha rappresentato all’interno dei processi di valorizzazione di una realtà metropolitana come può essere Milano un buon esempio di ciò che possiamo definire economia dell’evento. L’economia dell’evento descrive una settore produttivo immateriale, ad alto valore aggiunto (molto di più di qualunque produzione materiale e tangibile), in quanto snodo sempre più nevralgico per la produzione  di linguaggio, comunicazione e immaginazione in grado di incidere direttamente sui processi di finanziarizzazione e sulla produzione di immaginario, oggi il core della generazione di plusvalore e luogo di misurazione dello sfruttamento del lavoro nel capitalismo bio-cognitivo contemporaneo.”

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Rimpiangeremo Giuliano Pisapia

Sala e Martina“As this primary season has gone along, a strange sensation has come over me: I miss Barack Obama. Now, obviously I disagree with a lot of Obama’s policy decisions. I’ve been disappointed by aspects of his presidency. I hope the next presidency is a philosophic departure. But over the course of this campaign it feels as if there’s been a decline in behavioral standards across the board. Many of the traits of character and leadership that Obama possesses, and that maybe we have taken too much for granted, have suddenly gone missing or are in short supply.”

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Gli eredi di Penati e quel noioso di Pisapia

Giuseppe Sala e Maurizio Martina“Se sono di destra, di sinistra, di centro o di altro? Io dico: me ne frego” (2 novembre 2015, a un convegno delle Acli).
“Sono di sinistra” (3 gennaio 2016, a Maria Latella su Sky).
Secondo Gianni Barbacetto gli eredi politici di Filippo Penati candidano Sala perché gli affari possano finalmente riprendere, “dopo la noiosa parentesi di quel guastafeste di Giuliano Pisapia”.

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Milano: il panico dei partiti orfani di Pisapia

Pisapia Rally di Dana Richards“Sul primo son­dag­gio com­mis­sio­nato a sei mesi dalle ele­zioni si può dire tutto e il con­tra­rio di tutto. Però que­sto sem­bra quasi finto tanto cor­ri­sponde a una realtà per­ce­pita (come la paura) che non ha biso­gno dei numeri per risul­tare ter­ri­fi­cante per chi si affanna a cer­care vita a sini­stra. Anche qui a Milano. Che il re è nudo è un fatto, ma nes­suno ha ancora il corag­gio di dire che è anche in avan­zato stato di decomposizione.”

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