Querele

Daniel Wu

Domani, mercoledì 25 maggio, butterò via un’altro paio d’ore e andrò in questura a farmi identificare per l’ennesima querela per diffamazione sporta da un maggiorente del centrosinistra locale per aver detto la mia su questo blog.

Fino a oggi sono a una quindicina di archiviazioni e una assoluzione con formula piena, quindi posso dire che si è sempre trattato di querele campate in aria.

Ho avuto parziale torto una volta sola, su un fatto marginale e per un cavillo, ma ho fiducia che il ricorso in appello sarà accolto, grazie ai miei avvocati – tra i quali quel gran signore di Gaetano Pecorella e un’altro amico che non so se ha voglia di essere nominato – e grazie, spero, al buon senso di un giudice di Corte d’appello non legato a un carrozzone. 

Spesa totale 15mila euro, grazie alla buona volontà dei miei avvocati, soldi irrecuperabili a causa di un vuoto della legge italiana che non punisce le querele campate in aria. 

Ho anche dovuto pagare e abbozzare per fermare un appello su una “assoluzione con formula piena perché il fatto non costituisce reato”, per evitare di buttare altri soldi a difendermi dal nulla.

Non ho fatto piazzate, ho sempre avuto rispetto dei magistrati, anche nel momento dell’unico, piccolo, parziale torto. 

E’ così che Lorsignori zittiscono (o almeno ci provano) il dissenso dei cittadini. E nonostante le promesse, non uno di Lorsignori Pezzigrossi – a cui mi sono anche rivolto per riportare le cose in un ambito di normalità – ha mosso un dito per richiamare all’ordine Lorsignori Pezzipiccoli. E pensare che sulla destra dal 2001 ne ho dette di ogni, ma il massimo che ho ricevuto è stata una mail divertita dallo staff di Calderoli, tanti anni fa.