Oggi tocca a Massimo Giannini la palma del primo diffusore dell’antisemitismo. Oggi nel suo podcast “Circo Massimo” si occupa della vicenda degli attivisti della cosiddetta “flottiglia” malmenati dall’esercito di Israele e sbeffeggiati dal ministro Ben-Gvir.
Come sempre Giannini si paga il culo, o almeno tenta di farlo, tirando in ballo “l’orrore” per la Shoah, l’orrore per il “pogrom” del 7 ottobre, eccetera. Tira in ballo perfino Primo Levi, citando il suo ” Se questo è un uomo”. E poi compie i classico atto dell’antisemita, ovvero attribuisce agli ebrei in generale (ovvero le vittime della Shoah, le vittime del 7 ottobre, eccetera) la responsabilità degli atti del governo di Israele.
È sempre la solita questione. Io esisto perché un giusto convinse mio nonno a scappare poco prima del rastrellamento del 1943 a Roma. Quindi sì, faccio parte di una famiglia che per puro caso non è stata toccata dalla Shoah, ma avrebbe potuto esserlo. Ma sono italiano, figlio di italiani, con una discendenza italiana che risale al Milano celtica e a Roma antica. Ma cosa c’entro io, cosa c’entra Primo Levi, cosa c’entrano tutti gli ebrei italiani, non solo italiani, con le azioni del governo israeliano? Io che non mi sento responsabile delle azioni indecenti del governo italiano che non ho votato – con i vari Salvini e La Russa a invocare leggi razziste o a esaltare i criminali del fascismo – perché dovrei sentirmi responsabile delle azioni del governo di Israele?
Chi commenta questi fatti da posizioni di grande visibilità, come Massimo Giannini, ha un dovere preciso: fare il distinguo, chiaro e netto, fra gli ebrei della diaspora, Israele come nazione, il governo Netanyahu. Ma pochissimi lo fanno, certo non lo fa Massimo Giannini, anche se non è la cassiera di un negozio di gadget, cui non si chiede di essere particolarmente colta o ragionevole sui fatti della geopolitica, ma un illustre giornalista. Uno che compare ciclicamente su tutte le televisioni a pontificare, a fare la morale a destra e sinistra, a raccontare la sua visione del mondo. Una visione che oggi Circo Massimo ci mostra in tutta la sua realtà antisemita.
PS: scanso equivoci chiarisco la mia posizione: a me Ben-Gvir sta sulle palle esattamente come la cosiddetta flottiglia.