Giuseppe Sala e la cosiddetta ciclabile della circonvallazione interna

gelmini salvini la russa parisi lupi“La cosiddetta ciclabile della circonvallazione interna – Molino delle Armi eccetera fino a Visconti di Moderone – è una trappola mortale, con le auto che fanno le gare, la corsia che sparisce a ogni incrocio e innumerevoli cafoni che ci parcheggiano sopra. Secondo me è un tema importante. Ci sono due soluzioni: toglierla (se vince Parisi con le sue truppe in SUV nero) oppure trasformarla in una cosa seria.”

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La bicicletta come strumento di progresso e benessere

Morten KabellLa bicicletta è la soluzione. Ma a Milano si sta ancora a traccheggiare per non scontentare l’industria automobilistica, l’industria del petrolio e una base significativa (anche se non tutti per fortuna) di commercianti ottusi, incapaci di comprendere l’impulso straordinario che solo una mobilità cittadina a misura d’uomo può dare.

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Sicurezza in strada: servono parole chiare da Giuseppe Sala

Incidente stradale Ieri mattina 30 aprile 2016 nel giro di 10 minuti ci sono stati due incidenti molto gravi in via Marghera e via Washington. Sono alcuni dei punti in cui il traffico automobilistico si svolge costantemente nella totale illegalità sui temi critici della mobilità milanese.

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Sala: la sicurezza che ci serve non è quella di cui parla lei

Matteo SalviniSignor Sala: questo inseguimento alla destra che sottintende una Milano zeppa di criminali e terroristi decisi ad ammazzare le brave persone è perdente. Vada a leggersi le statistiche su pedoni e ciclisti morti ammazzati da autisti “perbene” in grisaglia o Lacoste, una carneficina che è vari ordini di grandezza più significativa rispetto alle vittime da criminalità e terrorismo. Quattro morti al mese solo a Milano e innumerevoli feriti gravi e gravissimi.

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La moschea antismog di Giuseppe Sala

moschea bluLa comparsata del candidato Giuseppe Sala all’incontro con i (fantastici) Genitori Antismog di oggi è stato francamente imbarazzante. Arrivato alle 19.15 per  un incontro il cui orario era 18-19.30 (quindi non ha sentito una parola degli interventi interessanti dei relatori), il cosiddetto manager ha comunque preso la parola e si è messo a parlare della moschea. Giuro, ha detto una cosa tipo “non voglio parlare della moschea, che qui non c’entra” e poi ha attaccato a spiegare perché lui farà la moschea (“c’è il diritto alla religione e anche per tenerli controllati”). Diocristo.

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Traffico in città: serve un cambio di strategia

incidente sulle strisceContinuano gli investimenti in tecnologia per il controllo di alcune infrazioni, ma rimane la sensazione che – nonostante le dichiarazioni di Guido Castelli, delegato dell’Associazione dei Comuni d’Italia per la finanza locale – l’obiettivo primo sia sempre fare cassa con la maggior efficienza possibile. Di nuovo tocca infatti constatare che non esiste ancora alcun progetto realistico per combattere le infrazioni che fanno più vittime.

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Dite a Severgnini che Fiat esce dall’editoria

Bici a MilanoUn articolo vergognoso e in totale malafede. Prima vezzeggia sulle presunte colpe di ciclisti e pedoni, poi tira in ballo i morti, creando una relazione artefatta, senza dire che ISTAT attribuisce la quasi totalità della responsabilità alle auto. Qualcuno gli dica che Fiat sta uscendo dall’editoria, quindi oggi ha padroni diversi e può andare a vendersi il culetto ad altri.

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La legalità nelle strade – 2

Incidente_Stradale-1Nota per il futuro sindaco di Milano. Nel 2014 in Italia sono morte 1,4 persone al giorno (pedoni e ciclisti) ammazzate da veicoli che violavano una o più regole del codice (al primo posto eccesso di velocità e mancato rispetto delle strisce) e/o per distrazione. Solo a Milano circa quattro al mese. Più migliaia di feriti gravi e gravissimi. Dato ISTAT.
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La legalità nelle strade – 1

rampe disabiliNon voterò mai un candidato che non si impegni a portare legalità nelle strade. Dopo aver cambiato nome, quelli che una volta erano vigili urbani, oggi poliziotti wannabe, sono spariti dalla città, non si vedono mai, non rispondono alle chiamate, ma soprattutto non si occupano del traffico. Esempio: questi sono quattro parcheggi sulle rampe per i disabili, raccolti in mezz’ora lungo un percorso di 1.200 metri (ma ce n’erano tanti altri).

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